Wellness Wednesday
Il tuo reset di metà settimana
Dal dubbio alla consapevolezza: cosa ho imparato credendo di avere il lipedema (SPOILER: fatta visita specialistica e no, non ho il lipedema)
Ciao e benvenuta in questa primo Wellness-Wednesday, oggi sono davvero felice di condividere con te un tema molto vicino: il lipedema.
Per anni ho pensato di averlo anch’io, si, sono magra ma anche io, come la maggior parte delle donne su questo mondo, ho le cosiddette culotte de cheval, migliorate molto nel tempo grazie a buone abitudini, ma mai andate via, e proprio loro e soprattutto dopo aver visto decine di video sui social,
mi sono praticamente auto-diagnosticata il LIPEDEMA.
Ogni sintomo sembrava parlare di me e, più guardavo contenuti online, più mi convincevo di avere qualcosa che non andava.
Ma prima di tutto fermiamoci un attimo e chiariamo una cosa: che cos’è questo stra benedetto lipedema?
Il lipedema è una patologia cronica che colpisce principalmente le donne e riguarda una distribuzione anomala del tessuto adiposo, soprattutto su gambe e braccia.
Non si tratta semplicemente di “grasso localizzato”, cellulite o ritenzione idrica. Spesso è accompagnato da dolore, facilità ai lividi, sensazione di pesantezza e una sproporzione evidente tra parte superiore e inferiore del corpo (eccomi, sono io, magrissima sopra e sotto con questi cuscinetti odiosi).
Negli ultimi anni se ne parla sempre di più sui social, e questo ha sicuramente aiutato molte donne a sentirsi comprese e a trovare finalmente una spiegazione ai propri sintomi.
Però ha creato anche molta confusione.
Molte persone, infatti, tendono a confondere il lipedema con la cellulite, ritenzione idrica o con la normale difficoltà a perdere grasso in alcune zone del corpo. Basta vedere qualche video online per iniziare a riconoscersi in ogni sintomo e convincersi di avere necessariamente una patologia.
E io ci sono cascata in pieno.
Mi sono trovata a guardare tantissimi video su che diete fare per il lipedema, cosa evitare per non peggiorarlo e tutto ciò senza nemmeno sapere se lo avevo..cioè follia pure.
A un certo punto, però, ho deciso di andare oltre la paura e i dubbi.
Seguendo i consigli di una ragazza su YouTube (è una creator bravissima il suo canale Youtube si chiama Annavenere Moda per principianti) ho contattato l’Associazione Lipedema Italia (LIO) per farmi dare i nominativi dei medici nella mia area geografica (servizio gratuito) e ho prenotato una visita specialistica (questa no, è a pagamento e se ti stai chiedendo quanto costa, qui zona Bergamo- Milano varia dai 100€ ai 150€).
E meno male ho fatto la visita per capire se avevo questo lipedema.
E prima di dirti com'è andata la visita ti posso solo dire che è stata una delle decisioni migliori che potessi prendere per me stessa.
Perché quella visita mi ha liberata mentalmente.
Ho scoperto uno, di non avere il lipedema e due, ho capito una cosa fondamentale: avevo dato troppo potere ai social e troppo poco all’ascolto reale del mio corpo e dei professionisti.
Ma il punto più importante non è stato solo il sollievo di non avere il lipedema.
Per me, scoprire di non avere il lipedema è stato importante non solo per il sollievo in sé — il fatto di non dover investire tempo, energie (e anche denaro) nel cercare specialisti o affrontare un percorso medico specifico — ma soprattutto per quello che ha sbloccato a livello mentale.
Prima di quella visita, mi ero costruita una convinzione molto forte: che avere il lipedema significasse, in un certo senso, non poter migliorare davvero la mia condizione in autonomia.
Era come se avessi attribuito tutte le difficoltà legate al mio corpo a una causa esterna, fissa e immutabile — genetica, predisposizione, qualcosa fuori dal mio controllo.
Dentro quel paradigma, qualsiasi azione mi sembrava quasi inutile: “tanto c’è un problema di fondo che non posso risolvere da sola”.
Quando invece ho scoperto di non averlo, qualcosa si è ribaltato. Ho provato sollievo, sì, ma soprattutto ho iniziato a vedere le cose da un’altra prospettiva.
Tutto ciò che prima attribuivo a una causa incontrollabile è tornato nelle mie mani.
E lì è cambiato il punto centrale: ho capito che le mie azioni contano. Sempre. A prescindere da una diagnosi, da una condizione o da un punto di partenza, ogni scelta quotidiana ha un impatto reale.
Avere un professionista che ti guida — in un percorso nutrizionale, di allenamento o di salute — può sicuramente ottimizzare e accelerare i risultati. Ma la parte fondamentale resta la stessa: smettere di delegare completamente la responsabilità del proprio cambiamento.
Se anche tu pensi di avere il lipedema, il mio consiglio è semplice: non fermarti all’autodiagnosi. Informati, ascoltati, ma affidati a specialisti competenti. La chiarezza vale molto più della paura.
Ok Elena, ti starai chiedendo tu se sei arrivata fino qui a leggere, ma perché mi racconti tutto questo?
Ti racconto tutto questo perché la lezione che ho imparato io e che vorrei trasmettere a te, è che il cambiamento vero non nasce dalla certezza di una diagnosi, ma dalla consapevolezza che, qualunque sia il punto di partenza, hai sempre un margine di azione.
E quel margine — anche piccolo — è il luogo in cui inizi a riprenderti la responsabilità della tua salute, della tua forma e del tuo benessere.
Se sei arrivata fino a qui a leggere, grazie per il tempo che mi hai dedicato. Spero che questa newsletter possa averti trasmesso una lezione che per me è stata davvero importante.
Elena,
la tua insegnate di Pilates online.
elenapilates.com